Golf e Paesaggio

Golf e Paesaggio

Golf, territorio, paesaggio

Chi scrive ha promosso un approccio “aperto” al golf fin dal 1990 con proposte e progetti di percorsi golfistici interessanti tutto l’arco costiero jonico fra puglia e Basilicata, ad integrazione dello “storico” percorso di Riva dei Tessali, sul litorale tarantino occidentale, che però non era stato concepito per obiettivi simili e che tuttavia aveva un ruolo essenziale nel creare curiosità e richiamo per questa pratica sportiva, che evidentemente aveva, ed ha, anche una forte connessione con la vocazione turistica del territorio. Anche, perché, se è vero che la logica dei grandi impianti con annessi residenziali di lusso era, ed è, fine a se stessa, con iniziative di solito “calate” sui luoghi da centri finanziari e imprenditoriali esterni, “esogeni” alle realtà locali e sostanzialmente isolate da queste, l’alternativa doveva, e deve, poggiare su un modello opposto.

Per questo, l’approccio “diffuso” che si proponeva andava ben oltre la stretta valutazione economicistica legata allo sfruttamento del flusso turistico; esso aveva come obiettivo di fondo la formazione e il consolidamento di una capacità che definirei “endogena” nella diffusione del gioco, all’interno di un campo di azioni e strategie che, se pure bisognose di un sostegno iniziale di rango regionale, restano prevalentemente nel campo delle energie e delle capacità locali.

L’obiettivo era, e rimane, lo stesso: un golf di comunità.

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